CC0

CC0, anche detto CC Zero , annunciato nel corso del 2007 e reso disponibile al pubblico nel 2009[11][12], è uno strumento, definito anche protocollo[13], dotato di valore legale, per rinunciare al copyright sull’opera in tutto il mondo. Questo strumento, che non è una licenza, colloca il materiale nel pubblico dominio nelle giurisdizioni in cui è possibile, intendendo l’espressione “pubblico dominio” nel senso più ampio consentito dalla legge; nelle altre giurisdizioni, rinuncia al maggior numero di diritti possibile tramite una semplice licenza permissiva.[14][15]

A livello globale, poche giurisdizioni consentono l’attribuzione al pubblico dominio delle opere di coloro che intendono operare in favore dell’ampliamento del sapere pubblico. Spesso risulta complesso se non impossibile rinunciare ai propri diritti morali in quanto automaticamente applicati dalla quasi totalità delle giurisdizioni nazionali. Rispetto al concetto di pubblico dominio, la licenza CC0 si propone di annullare le ambiguità dovute alle differenti legislature locali, con un’attribuzione che rappresenti su scala globale la rinuncia a qualsiasi tipo di diritto autoriale. Per tali scopi non è stata adattata a nessuna legislazione specifica.[16]

Appare chiaro come il progetto CC Zero sia fortemente influenzato dal diritto anglosassone e ancor più da quello statunitense, in cui le possibilità di “rinunciare” ai diritti su un’opera sono decisamente maggiori – in numero e ampiezza – rispetto all’ordinamento giuridico italiano.[13][17]

Nel 2010, Creative Commons ha annunciato che sarebbe stato introdotto il Public Domain Mark, uno strumento che permette di segnalare opportunamente le opere che già sono nel pubblico dominio.[18] Insieme, CC0 e il Public Domain Mark (PDM) sostituiscono quello che precedentemente era noto come Public Domain Dedication and Certification, il cui approccio era basato sulla legge statunitense e che era usato per gestire insieme due casi differenti.[19][20] A differenza di CC0 e delle altre licenze Creative Commons, il PDM non è uno strumento legale; non è accompagnato da un testo legale o un accordo.[21][22]

Nel 2011, la Free Software Foundation ha incluso CC0 nella lista delle free software licenses, ovvero nell’elenco delle licenze compatibili con la sua definizione di software libero.