Bascismo

Movimento Industriale Bascista: L industria 5.0 è quella che chiude sempre i suoi bilanci ecologico e sociale in positivo. Da più di quanto prende, sovvertendo il malo principio di conservazione ed accumulo di capitali e trasformandolo in un toroide sospinto all’ipersfera. Questo è il futuro alla velocità della luce, del suono, dei corpi insieme. I vampiri si asciugano e nutrono il piccolo popolo, operoso od ozioso quando gli pare.

Psicologia del Bascismo: un bonsai cerca di crescere nonostante il controllo del suo cesore, un Cesare che sa di non doverlo soffocare per dare continuità al loro morboso rapporto. Cavalca l onda, il nostro forbiciuto amico, il suo peso contrasta ed equilibrata lo slancio vitale ma noi, noi siamo l onda, in procinto di disarcionarlo.

Geopolitica: Il Bascismo è naturalmente apolide.

Bascismo in musica: Cieco è chi rappresenta il rumore bianco solo, non ha nessuna visione di insieme chi rappresenta una porzione della facciata di un capannone grigio. La dinamica è Bascista, stravolge l orecchio in un sussulto quando dall’inaudito varca veloce la soglia di attenzione tendendo al frastuono. Nell’uso scellerato dei compressori vediamo uno zoom, il cui tasto positivo guasto impedisce la creazione di mondi e la loro degustazione, essendo lapide infarcita di mille epitaffi sul soffitto dell’headroom, dedicati ad un suono nato morto. In un paesaggio naturale ogni elemento genera e distrugge, perfora e viene perforato, scappa o s’attrae a tutte le velocità e dimensioni. Il rumore bianco sottintende questi argomenti, per mancanza di risoluzione.

Bascismo e sepolcri: l energia non si esaurisce con il battito, a ulteriore riprova dell’arbitrarietà dei confini che ci siamo dati, il corpo scoppiettante fermenta, viene fermentato, diventa culla e nido e rampa di lancio. La bara uccide il corpo, la sepoltura lo coltiva, ma la libertà gli permette la vera transustanziazione. Le esequie morali di un rivoluzionario diventano nei propri confini consacrati il simbolo di una conservazione reazionaria e stantia.

Bascismo e religione: Belle e vive sono le religioni umoristiche che sfondano il pudore dogmatico dei vestiti troppo rattoppati dei santissimi impostori. Le cassette degli attrezzi degli antenati dello psicoterapeuta son buone a tappare le falle di una barca che affonda, ma noi vogliamo nuotare, immergerci e guardare i fondali, emergere ed asciugarci al sole, galleggiare sull’acqua di un amore che ti respinge e sulla sabbia di uno difficilmente permeabile. Scavare buche e costruire castelli, perché la linea è fatta per essere diverta ed esplorata, infinite file di orizzonti ci sfidano e nutrono, eterni bambini curiosi con gli occhi all’ignoto in due direzioni.

Bascismo e spiritualità: I moti che vengono dal di dentro vanno assecondati, l’embrione rompe il guscio per spiccare il volo. I nodi che coviamo sono come torsioni nelle radici, ci danno stabilità e slancio. Le impressioni che vengono dal mondo di fuori vanno assorbite, processate ed eliminate, così che il nutrimento ci fortifichi e la tossicità faccia il suo corso altrove. Le oppressioni che ci incontrano invece, sono un puzzle meraviglioso. Anche una trave d’acciaio ha un punto di rottura. Hai mai provato a spezzare l’acqua?

Bascismo e politica: Il Bascismo è libertario, attacca e contrattacca. E’ azione diretta, egoismo simbiotico e sinergico. Vuole tutto e per tutti.

Bascismo e identità: Il Bascismo non rinnega le caratteristiche individuali, piuttosto lascia che si muovano come le macrozolle della terra e le perfora nella loro definizione come un vulcano incontenibile, migliaia di geiser di interiorità.

Bascismo e linguistica: Se il significato è il codice genetico, il significante è la molecola che lo costituisce, il neologismo è mutazione, crescita, cerca il sole nell’occhio e nell’orecchio di chi può e non puo’ capirlo. Senza la biodiversità, solitarie varietà si estinguerebbe in breve tempo, esaurire la parola rivela il linguaggio universale, i linguaggi sono le specie della giungla della sovrastruttura, un’effimera culla.

Bascismo e storia politica: Fanculo Aristotele, Trotsky, Bakunin e compagine, studiamoli per distruggerli, come piacerebbe a loro.

Bascismo e follia: sia lode alla capacità di mettere due piedi oltre lo specchio ed infamia all’incapacità di varcare il confine a piacere fino a distruggerlo.

Bascismo informatico :la produzione di contenuti organici in contesti sovranormati, la rivincita del sensibile, dal punto di vista alla libera associazione di idee, , il cadavere di Pindaro percuote gli scossi discepoli di Comte, dilatando le righe, divaricandole con tinture di fiore e parole d’amore multiversante.

Il Bascismo discordiano: nel solo campo dal quale abbiamo nettato gli argomenti di questa equazione che ci serve ad avere una mappa della realtà, poniamo divisione arbitraria al fine dello scontro, nocuo e fecondo.

Il Bascismo supersessuale: Spesso la genesi è sintesi, se il sonno della ragione genera mostri, lasciamola dormire qualche ora al giorno, se la mamma dei cretini è sempre in cinta, inventiamo dei giochi più semplici per gli attesi eredi di una meravigliosa ignoranza pura e contaminata. C’è una bella differenza tra chi scopa in piazza e chi si masturba sul tetto. Alcune volte non è sintesi ma scisma, una pianta si divide per respirare meglio, un idea si fraziona per esprimersi puntualmente, un fiume di divide per superare le difficoltà. La regenesi leggendaria della fenice ed alcune meduse è la linea tesa dell immortalità e spinta dalla voglia di rivoluzione.

Prole e Bascismo: i bambini non hanno bisogno di grandi lezioni ma di incoraggiamento, che svelino le nostre menzogne e minino le nostre autorevoli minchiate. Se lo meritano.

Antibascismo: dallo scontro con sé stessi esce poco o nulla, forse è la porzione più importante del Bascismo e suo peculiare strumento di analisi. Il confine, la barriera, la censura. Per cui ogni vero bascista è antibascista. Noi siamo il primo confine da travolgere.

Bascismo, Dada e situazionismo: non serve continuità storica. Un unico spirito bascista aleggia al di là del tempo e si incarna di tanto in tanto generando movimento, bucando la cultura. Il bascismo rimane, in ogni epoca, un momento di convergenza di forze, divergenza di attitudini, tenera brutalità.